Teatro del Pratello

Venti anni tra carcere e società. Testi processi spettacoli

a cura di Massimo Marino

Dicembre 2019

prefazione di Antonio Pappalardo

introduzione di Gianni Sofri

Teatro del Pratello. Paolo Billi lavora in carcere dal 1999, prima con l’Associazione Bloom – culture teatri, poi con il Teatro del Pratello. Ha iniziato all’Istituto Penale Minorile di Bologna; poi ha portato le sue invenzioni nell’Area Penale Esterna Bolognese e verso le scuole e la cittadinanza; quindi nella Casa Circondariale della Dozza; più di recente a Pontremoli, a Reggio Emilia, a Firenze. Ha fondato, con altre compagnie, il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Ma soprattutto ha cercato di far entrare adolescenti, insegnanti, operatori, spettatori nei luoghi di reclusione, in contatto con ragazzi e persone affidate alla giustizia: la società civile che permette di rompere l’isolamento dei luoghi di pena, perché sia chiaro che i processi di trasformazione che vi si svolgono, quelli artistici come il teatro e quelli della normale amministrazione, sono patrimonio della collettività. Il carcere non può essere solo la pattumiera della società: il carcere siamo ...

SCENE CHE NON SONO LA MIA

Storia e storie di violenza nel teatro tra due millenni

Paolo Puppa

ottobre 2019
Questo volume raccoglie tredici recenti saggi di Paolo Puppa, apparsi su riviste anche non cartacee, o in lingua straniera, o rimasti inediti. Vi appaiono personaggi della sua biblioteca personale, letterati e attori con incroci di mansione, ovvero con propensioni autoriali nei mattatori e viceversa oggettivi impulsi a incarnarsi sul palco in alcuni gens de lettre. Sfilano così tra gli altri Pirandello e Svevo, Kiš e Kleist, Fo e Barba. Il menu si snoda da Fondali con tre studi generali dalla Bibbia al notturno quale emerge a partire dal primo-novecento; prosegue con Profili di scrittura monografica, per chiudersi con Varie e eventuali su tre recensioni rallentate.

«NON TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI»

Emma Dante tra fiaba e teatro

Simona Scattina

settembre 2019

prefazione di Anna Barsotti

Emma Dante si distingue nel panorama della scena contemporanea per la straordinaria capacità d’incorporare gli aspetti più innovativi della regia senza mai conformarsi. Un teatro, il suo, che si fa carne nell’incontro viscerale con l’attore e che scaturisce da un costante conflitto dialettico. Avvezza alle sfide sin dai suoi esordi ha mostrato il desiderio di esplorare nuove strade, mutando continuamente prospettiva. Il suo composito percorso artistico l’ha portata a intercettare il teatro-ragazzi che ben si coniuga con un’espressività fatta di personaggi fortemente tipizzati e di spazi metaforici. Il volume affronta per la prima volta in maniera unitaria gli spettacoli di matrice fiabesca rintracciandone stilemi e rime e sottolineando modalità ed esiti di transcodificazione delle fonti. Da questo sguardo panoramico emerge l’autentica vocazione per fate e principesse, orchi e streghe, che incarnano le tensioni del presente e rinnovano l’invito a non arrendersi alla superficie delle cose. Le testimonianze che chiudono il volume ...

L’euritmia, una danza non danza

Percorsi tra arte, didattica e terapia

Heike Cantori Wallbaum

luglio 2019
a cura di Leonardo Mello
interventi di Bruno Callegaro, Heike Cantori Wallbaum, Nicasio Catanese, Patricia Cavagna Pedrazzi, Francesca Della Monica, Cristof Dürig, John Gaffuri,
Rocco Adriano Galluccio, Claudia Giovannini, Beate Knapp, Thomas Leander, Tiziana Martelli, Renata Premoli Babini, Giulia Raiteri, Konrad Schily, Federico Tiezzi
«Nell’euritmia, quando se ne voglia raggiungere l’essenza, viene completato l’elemento umano. Non esiste infatti un’altra arte che si serva come l’euritmia in un senso tanto significativo di ciò che vi è nell’uomo stesso. Considerando tutte le arti che usano strumenti, che ne hanno la necessità, esse non dispongono di mezzi e strumenti che si avvicinino all’uomo quanto l’euritmia». Così Rudolf Steiner, in una conferenza del 1924, definisce l’arte euritmica, da lui stesso creata, insieme alla moglie Marie Steiner von Sivers, in seno all’antroposofia.
In questo volume Heike Cantori Wallbaum, allieva diretta di Else Klink – direttrice dal ’35 al ’91 dell’Eurythmeum di Stoccarda, la prima Accademia al mondo dedicata alla formazione euritmica, fondata dalla stessa Marie Steiner nel 1923 – racconta il suo personale, non dogmatico approccio a questa disciplina del movimento, nelle molteplici declinazioni che essa può assumere.
Il libro, tripartito, parte dall’esperienza artistica, raccogliendo una serie multiforme di testimonianze d’autore, ...