Incontri di teatro in tempo di Covid

Le interviste di utopia

Marco Renzi, Maurizio Stammati

ottobre 2021

con la collaborazione di Mario Fracassi, Eugenio Incarnati e Roberto Sala

Dal mese di ottobre 2020 a quello di maggio 2021, il teatro italiano ha conosciuto uno dei momenti più neri della sua storia, con il blocco totale di qualsiasi attività. Centinaia di imprese, piccole e grandi, hanno dovuto fronteggiare un nemico di cui non avevano neppure ipotizzato l’esistenza. Migliaia di lavoratori dello spettacolo si sono trovati senza lavoro e questo non ha determinato solo una difficoltà di ordine economico, ma anche di tipo psicologico. In questo tempo anomalo e sospeso, UTOPIA, Associazione Italiana Teatro per Ragazzi, ha lanciato un suo giornale online attraverso il sito www.utopiateatroragazzi.it. Attraverso questo spazio sono state pubblicate una serie di interviste che hanno coinvolto persone provenienti da ambiti anche molto diversi tra loro: teatro ragazzi, comico, contemporaneo, danza, circuiti, musica ecc. 

A distanza di tempo questi contributi ci restituiscono una fotografia di quel momento davvero impressionante. Quello che ne viene fuori è un ...

Matrimonio d'interesse

Federico García Lorca

settembre 2021

traduzione e adattamento di Gennaro Vitiello

a cura di Paolo Puppa

con i contributi di Piero Dal Bon e Patrizio Rigobon

Dopo La magia della farfalla, tratto da El maleficio de la mariposa, allestito da Gennaro Vitiello nel 1966, ecco questo Matrimonio d’interesse, ricavato dalla farsa per burattini Tragicomedia de don Cristóbal y la señá Rosita: Títeres de Cachiporra, e inaugurato nel 1968. Il grande estro di Gennaro che traduce e inscena simili copioni sembra attratto in modo particolare dal genio di Lorca, meno circolante in Italia come drammaturgo che come poeta. E viceversa il regista di Torre del Greco viene risucchiato dalle favole più che dai drammi alti dello scrittore andaluso, alla ricerca di registri misti, lirici e buffoneschi. La partitura curata da me teatrologo e performer coi contributi di due amici, il catalanista Patrizio Rigobon, e il critico comparatista Piero Dal Bon, rientra nel progetto di pubblicare una serie nutrita di queste traduzioni da più lingue per messinscene che furono eventi nella ribalta partenopea e nazionale degli anni ...

IL TEATRO PARTECIPATIVO. PARADIGMI ED ESPERIENZE

Focus su Roger Bernat_FFF e Rimini Protokoll

Carmen Pedullà

maggio 2021

postfazione di Roberto Fratini Serafide

Cosa significa parlare di partecipazione dello spettatore nel panorama teatrale contemporaneo? La nozione di teatro partecipativo è oggi particolarmente insidiosa, complice la proliferazione sempre più ampia delle esperienze, unita alla frammentarietà degli studi in materia. Il volume si propone di indagare il fenomeno chiarendone caratteristiche e peculiarità. A partire dall’analisi degli spettacoli contemporanei, lo studio si occupa delle esperienze specifiche che mettono in discussione e ridefiniscono il ruolo dello spettatore. Dalle creazioni immersivo-itineranti che lo definiscono come viaggiatore, agli spettacoli che riconcepiscono la sua stessa funzione rinominandolo spett-attore, alle esperienze che lo coinvolgono nelle vesti di giocatore o di partecipante all’interno di processi creativi condivisi, lo spettatore si trova a interpretare relazioni inedite con la scena. Attraverso l’approfondimento dei fondamenti teorici sullo spettatore e la mappatura delle diverse modalità di interazione teatrale, lo studio propone la definizione dei principali paradigmi partecipativi, dalle esperienze precorritrici a quelle contemporanee. Due focus sono dedicati ai casi ...

TEATRO

Anatomia comparata. Io lavoro per la morte. Elettra, biografia di una persona comune

Nicola Russo

maggio 2021

con la prefazione di Gianfranco Capitta

I testi di Nicola Russo entrano in un libro dopo aver già preso corpo sulla scena. E non sarà un caso, per la storia stessa dell’autore, che è arrivato alla scrittura dopo aver frequentato a lungo il palcoscenico. È il motivo per cui questi tre testi raccontano e segnano i momenti di un’esperienza che lui ha condotto in prima persona, […] l’attore si è fatto autore, cominciando una sorta di circumnavigazione attorno all’umano, nel senso della persona che nei suoi rapporti e nei suoi riflessi si proietta verso l’altro da sé. Non si può dire se quel percorso fosse già stato programmato fin dall’inizio, ma appare piuttosto evidente ora che si è compiuto. E questi tre testi lo testimoniano. […] L’elemento sorprendente della scrittura è come questi dialoghi interiori siano in ogni momento semplici e comprensibili al vissuto di ogni spettatore, con una capacità di penetrazione che fa delle ...

Memorabilia

Teatro L’Uovo, metamorfosi di un impegno artistico, sociale e civile

Antonio Massena

gennaio 2021

presentazione di Lucio Argano

editor Chiara Spaziani

“Questo racconto, oltre a voler essere la memoria di un progetto culturale e artistico che ha attraversato trentasette anni, è anche l’intreccio di più storie e momenti di una città che, dal 1978 a oggi, ha vissuto profondi e radicali mutamenti sociali, culturali e industriali. Storie di persone, di luoghi, di attività e realtà che hanno modificato il volto e il tessuto umano dell’Aquila. È la testimonianza della vita e dell’amore profusi per un’impresa che è giusto rimanga indelebile nel tempo, una testimonianza scevra da ideologismi. Ed è la storia di persone che, con esperienze diverse ma formazione culturale, sociale e politica sortita dalle stesse radici, hanno saputo creare dal nulla un progetto che nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento nazionale e non solo: il Teatro L’Uovo”. (Antonio Massena)

Le irriverenti

Quattro monologhi oltre lo specchio

Isabella Carloni

gennaio 2021
Artemisia Gentileschi, una passione oltre la storia, Viola di mare e il suo amore proibito, Joyce Lussu e la sua vita scandalosa, Circe e l’altra faccia del mito: le figure femminili che si ritrovano nei quattro scritti per la scena, che l’autrice qui seleziona dalla sua ricerca drammaturgica, sono figure in bilico, portatrici di un sogno, di un disagio, di profonda passione, di utopia, inquiete, incapaci di adattarsi alle convenzioni, ribelli alle strade tracciate, ai confini imposti. La rilettura che la stessa autrice ne fa, in originali controcanti che accompagnano i testi teatrali, riconnette quelle passioni a un sogno più grande e alimenta un’altra visione dell’umano, che il teatro rigenera, lasciando intravedere un diverso modo di abitare il mondo.

Ernesto

Paolo Leoncini

dicembre 2020

Michela ha un po’ più di otto anni, una sorella che sta per dare la maturità e genitori preoccupati e disorientati dal suo problema: da quasi tre anni ha smesso di parlare. Una sera al circo le scappa uno strillo, reazione istintiva allo sberleffo di un clown. Qualche giorno dopo il babbo le regala un pupazzo a grandezza naturale raffigurante un pagliaccio, a cui viene dato il nome di Ernesto (come il clown del circo). Quel pupazzo di pezza con gli occhi di vetro sembra avere qualcosa di magico: parla con Michela? Scruta nell’anima dei familiari? O è solo lo specchio delle coscienze di chi gli sta davanti? Una piccola favola “per grandi” (giocosa, ma troppo seria per essere da bambini) sulle difficoltà del fare i genitori e più in generale sui rapporti interpersonali, raccontata come testimonianza dei protagonisti.

Quel che ho visto e udito

Note sul teatro di Fabrizio Crisafulli fra luce e parola

Benedetta Mazzelli

novembre 2020

premessa di Alberto Nannicini

scritti di Fabrizio Crisafulli e Renzo Guardenti

redazione a cura di Elisa Martini

Partendo dall’esperienza laboratoriale del progetto «Luce e Parola», basato su una drammaturgia elaborata da testi della scrittrice Ingeborg Bachmann, il volume riflette sull’importanza dell’elemento Luce che, relazionandosi con Spazio, Movimento, Corpo, diviene generatore simbolico al servizio del processo conoscitivo che caratterizza la creazione teatrale di Fabrizio Crisafulli. Prendendo avvio dal Teatro dei Luoghi, dove il Luogo – non solo fisico ma anche ambito di relazioni – recupera, mediante la Luce, una propria memoria; lo studio si sofferma su esperienze come Città delle Ombre, Il Risveglio Ufficiale del Canarino, Campo d’Azione, Spirito dei Luoghi, per proseguire poi nell’analisi – tramite Sonni-Le belle addormentate-Centro e ali e Senti – su Un-certo-tipo-di-spettacolo, ossia sul processo creativo di relazioni reali spesso collegate alla dimensione del “non fare”, azioni non predefinite ma attive e ricettive allo stesso tempo, vere possibilità di attraversamento e assorbimento del Luogo, che si fa sintesi tra gli elementi interni ...

L’ATTORE NELLA CASA DI CRISTALLO

Teatro ai tempi della Grande Epidemia

Marco Baliani
Velia Papa

ottobre 2020
Cercare di raccontare in scrittura cosa è stato un atto teatrale è impresa sempre ardua e sempre lontana dall’evento in sé. A volte la voce di un raccontatore testimone, più che la scrittura, può trasmettere in parte l’empatia di quell’incontro tra spettatore e attore. Ma L’attore nella casa di cristallo è stato un evento così unico e irripetibile, così legato al presente storico che questo paese stava attraversando, così puntuale nella sua dislocazione temporale, che non volevamo restasse solo nella memoria dei pochi (anche se più di settecento) spettatori che l’avevano potuto incontrare, muniti di mascherina, distanziati ma connessi agli attori con cuffie ricetrasmittenti, in presenza. Questo libro, a cura di Marco Baliani e Velia Papa, è un modo per far durare qualcosa che di per sé è destinato sempre all’effimero. E abbiamo voluto farlo con un connubio di fotografia e scrittura per permettere anche a noi, artefici e conduttori ...

Il mio Parsifal

Inveramento di un Mito.
Guida all'opera cinematografica

Marco Filiberti

settembre 2020

fotografie di Francesca Cassaro

note a cura di Pietro Mercogliano

Prima di essere una sceneggiatura, un’opera cinematografica, un progetto editoriale o qualunque altra possibile declinazione, Parsifal è una condizione. La più implacabile, terribile e luminosa delle condizioni possibili, la più estrema, quella che può sopraggiungere solo dopo essersi inoltrati nella più oscura foresta di rovi e aver reso l’onore delle armi alla propria disfatta.

Quest’opera monumentale e necessariamente poetica si configura, in ogni sua componente e accezione, come mappa misterica, al contempo personale e universale, di un’arte escatologica, sacra, totale e pura, come un tracciato iniziatico estirpabile dalla nostra abnegazione – il mito di ogni Queste, la Santa Cerca – e diretto alle sorgenti della Verità depositata nei grandi lasciti spirituali della storia umana.

Questo Parsifal, tracimante di un’esperienza gnostico-esistenziale liminale al soprasensibile e alimentato dalla forza di un eros risacralizzato, delegittima ogni dualità conflittuale per lambire l’Uno platonico passando attraverso l’apoteosi della triade androgina, cellula vivificatrice ...

I Cenci

Tragedia in quattro atti e dieci quadri dopo Shelley e Stendhal

Antonin Artaud

agosto 2020

traduzione e adattamento di Gennaro Vitiello

introduzione di Rino Mele

Può capitare che certi autori si affannino a dare colpi allo strumento linguistico ormai messo in crisi da Tardieu, Ionesco, Beckett, ma si verifica anche che alcuni autori – fra questi quelli scelti per il nostro spettacolo – tentino il recupero della funzione del mezzo linguistico. Ogni ponte fra parola e cosa è crollato. La lingua in quanto rappresentazione della realtà è ormai un congegno matto. Tuttavia il riconoscimento della realtà rimane lo scopo dello scrivere. Ma come potrà effettuarsi? La lingua, che ha fin qui istituito rapporti di rappresentazione con la realtà ponendosi nei confronti di questa in posizione frontale, di specchio in cui essa direttamente si rifletteva, dovrà cambiare punto di vista. E cioè o trasferirsi nel cuore della realtà, trasformandosi da specchio riflettente in accurato registratore dei processi, anche più irrazionali del trasformarsi del reale; oppure, continuando a rimanere all’esterno della realtà, porre tra se stesse ...

Mauerspringer

Forme di espressione artistica e di partecipazione nel teatro di strada / Forms of artistic expression and participation in street theatre

a cura di /edited by Cristina Valenti

Luglio 2020

scritti di / texts by Thomas Behrend, Sonia Bombardieri, Bruno Cadillon, Raúl Cancelo, Hervée de Lafond, Jean-Pierre Estournet, Alberto Grilli, Tanja Horstmann, Maëlle Koenig, Jacques Livchine, Danièle Marty Peskine, Ivana Milenović Popović, Dijana Milošević, Gabriel Ocina, Carmen Pedullà, Siegmar Schröder, Cristina Valenti, Federica Zanetti, Krzysztof Żwirblis

fotografie di / photographs by Jean-Pierre Estournet

film-documentario di / documentary by Andrea Pedna

traduzioni di / translations by Tanja Horstmann, Kevin Hely

Il progetto di cooperazione europea Mauerspringer. Nuove forme di espressione artistica e di partecipazione nel teatro di strada è iniziato nel luglio 2018 e si è concluso alla fine di aprile 2020. Mauerspringer significa saltatori di muri, come era chiamato chi scavalcava il muro di Berlino. A partire da questo riferimento, il progetto ha proposto il teatro di strada come forma di incontro fra artisti e spettatori differenti per età, culture e paesi di provenienza, con l’obiettivo di superare i “muri” attraverso l’arte, sviluppare nuovi linguaggi teatrali e promuovere la partecipazione attiva del pubblico, coinvolgendo in particolare i soggetti più fragili, gli stranieri e i migranti. Mauerspringer si è sviluppato attraverso una serie di attività che hanno coinvolto i sei partner europei (Teatro Due Mondi, Italia; Hortzmuga Teatroa, Spagna; Theaterlabor Bielefeld, Germania; Compagnie du Hasard, Francia; Théâtre de l’Unité, Francia; Dah Teatar, Serbia), con la creazione di spettacoli di strada, laboratori ...

Teatro del Pratello

Venti anni tra carcere e società. Testi processi spettacoli

a cura di Massimo Marino

Dicembre 2019

prefazione di Antonio Pappalardo

introduzione di Gianni Sofri

Teatro del Pratello. Paolo Billi lavora in carcere dal 1999, prima con l’Associazione Bloom – culture teatri, poi con il Teatro del Pratello. Ha iniziato all’Istituto Penale Minorile di Bologna; poi ha portato le sue invenzioni nell’Area Penale Esterna Bolognese e verso le scuole e la cittadinanza; quindi nella Casa Circondariale della Dozza; più di recente a Pontremoli, a Reggio Emilia, a Firenze. Ha fondato, con altre compagnie, il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Ma soprattutto ha cercato di far entrare adolescenti, insegnanti, operatori, spettatori nei luoghi di reclusione, in contatto con ragazzi e persone affidate alla giustizia: la società civile che permette di rompere l’isolamento dei luoghi di pena, perché sia chiaro che i processi di trasformazione che vi si svolgono, quelli artistici come il teatro e quelli della normale amministrazione, sono patrimonio della collettività. Il carcere non può essere solo la pattumiera della società: il carcere siamo ...

SCENE CHE NON SONO LA MIA

Storia e storie di violenza nel teatro tra due millenni

Paolo Puppa

ottobre 2019
Questo volume raccoglie tredici recenti saggi di Paolo Puppa, apparsi su riviste anche non cartacee, o in lingua straniera, o rimasti inediti. Vi appaiono personaggi della sua biblioteca personale, letterati e attori con incroci di mansione, ovvero con propensioni autoriali nei mattatori e viceversa oggettivi impulsi a incarnarsi sul palco in alcuni gens de lettre. Sfilano così tra gli altri Pirandello e Svevo, Kiš e Kleist, Fo e Barba. Il menu si snoda da Fondali con tre studi generali dalla Bibbia al notturno quale emerge a partire dal primo-novecento; prosegue con Profili di scrittura monografica, per chiudersi con Varie e eventuali su tre recensioni rallentate.