Mauerspringer

Forme di espressione artistica e di partecipazione nel teatro di strada / Forms of artistic expression and participation in street theatre

a cura di /edited by Cristina Valenti

Luglio 2020

scritti di / texts by Thomas Behrend, Sonia Bombardieri, Bruno Cadillon, Raúl Cancelo, Hervée de Lafond, Jean-Pierre Estournet, Alberto Grilli, Tanja Horstmann, Maëlle Koenig, Jacques Livchine, Danièle Marty Peskine, Ivana Milenović Popović, Dijana Milošević, Gabriel Ocina, Carmen Pedullà, Siegmar Schröder, Cristina Valenti, Federica Zanetti, Krzysztof Żwirblis

fotografie di / photographs by Jean-Pierre Estournet

film-documentario di / documentary by Andrea Pedna

traduzioni di / translations by Tanja Horstmann, Kevin Hely

Il progetto di cooperazione europea Mauerspringer. Nuove forme di espressione artistica e di partecipazione nel teatro di strada è iniziato nel luglio 2018 e si è concluso alla fine di aprile 2020. Mauerspringer significa saltatori di muri, come era chiamato chi scavalcava il muro di Berlino. A partire da questo riferimento, il progetto ha proposto il teatro di strada come forma di incontro fra artisti e spettatori differenti per età, culture e paesi di provenienza, con l’obiettivo di superare i “muri” attraverso l’arte, sviluppare nuovi linguaggi teatrali e promuovere la partecipazione attiva del pubblico, coinvolgendo in particolare i soggetti più fragili, gli stranieri e i migranti. Mauerspringer si è sviluppato attraverso una serie di attività che hanno coinvolto i sei partner europei (Teatro Due Mondi, Italia; Hortzmuga Teatroa, Spagna; Theaterlabor Bielefeld, Germania; Compagnie du Hasard, Francia; Théâtre de l’Unité, Francia; Dah Teatar, Serbia), con la creazione di spettacoli di strada, laboratori ...

Teatro del Pratello

Venti anni tra carcere e società. Testi processi spettacoli

a cura di Massimo Marino

Dicembre 2019

prefazione di Antonio Pappalardo

introduzione di Gianni Sofri

Teatro del Pratello. Paolo Billi lavora in carcere dal 1999, prima con l’Associazione Bloom – culture teatri, poi con il Teatro del Pratello. Ha iniziato all’Istituto Penale Minorile di Bologna; poi ha portato le sue invenzioni nell’Area Penale Esterna Bolognese e verso le scuole e la cittadinanza; quindi nella Casa Circondariale della Dozza; più di recente a Pontremoli, a Reggio Emilia, a Firenze. Ha fondato, con altre compagnie, il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Ma soprattutto ha cercato di far entrare adolescenti, insegnanti, operatori, spettatori nei luoghi di reclusione, in contatto con ragazzi e persone affidate alla giustizia: la società civile che permette di rompere l’isolamento dei luoghi di pena, perché sia chiaro che i processi di trasformazione che vi si svolgono, quelli artistici come il teatro e quelli della normale amministrazione, sono patrimonio della collettività. Il carcere non può essere solo la pattumiera della società: il carcere siamo ...

SCENE CHE NON SONO LA MIA

Storia e storie di violenza nel teatro tra due millenni

Paolo Puppa

ottobre 2019
Questo volume raccoglie tredici recenti saggi di Paolo Puppa, apparsi su riviste anche non cartacee, o in lingua straniera, o rimasti inediti. Vi appaiono personaggi della sua biblioteca personale, letterati e attori con incroci di mansione, ovvero con propensioni autoriali nei mattatori e viceversa oggettivi impulsi a incarnarsi sul palco in alcuni gens de lettre. Sfilano così tra gli altri Pirandello e Svevo, Kiš e Kleist, Fo e Barba. Il menu si snoda da Fondali con tre studi generali dalla Bibbia al notturno quale emerge a partire dal primo-novecento; prosegue con Profili di scrittura monografica, per chiudersi con Varie e eventuali su tre recensioni rallentate.

«NON TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI»

Emma Dante tra fiaba e teatro

Simona Scattina

settembre 2019

prefazione di Anna Barsotti

Emma Dante si distingue nel panorama della scena contemporanea per la straordinaria capacità d’incorporare gli aspetti più innovativi della regia senza mai conformarsi. Un teatro, il suo, che si fa carne nell’incontro viscerale con l’attore e che scaturisce da un costante conflitto dialettico. Avvezza alle sfide sin dai suoi esordi ha mostrato il desiderio di esplorare nuove strade, mutando continuamente prospettiva. Il suo composito percorso artistico l’ha portata a intercettare il teatro-ragazzi che ben si coniuga con un’espressività fatta di personaggi fortemente tipizzati e di spazi metaforici. Il volume affronta per la prima volta in maniera unitaria gli spettacoli di matrice fiabesca rintracciandone stilemi e rime e sottolineando modalità ed esiti di transcodificazione delle fonti. Da questo sguardo panoramico emerge l’autentica vocazione per fate e principesse, orchi e streghe, che incarnano le tensioni del presente e rinnovano l’invito a non arrendersi alla superficie delle cose. Le testimonianze che chiudono il volume ...