Fare scena
Omaggio al Maestro Paolino Libralato, scenografo realizzatore
a cura di Simone Azzoni
scritti di Simone Azzoni, Paolino Libralato, Elisabetta Peroni e Luisa Spinatelli
L X H: 20,5 x 22,5; CONFEZIONE rilegato in brossura, cucitura filo refe; COPERTINA carta patinata plastificata con risvolti, CMYK; INTERNO carta patinata, ill., CMYK; 2026, pp. 104, € 25,00
ISBN: 978-88-7218-497-4Nelle scenografie di Paolino Libralato, lo sguardo non si chiede dove sia il confine tra ciò che è costruito e ciò che è immaginato. Una pre-rappresentazione. Un attimo di sospensione, una soglia percettiva che appartiene da sempre al teatro ma che qui si fa materia, spazio, respiro. La scenografia, intesa non come semplice apparato decorativo ma come costruzione consapevole di uno spazio narrativo abitabile, è qui il luogo in cui l’immaginazione prende corpo. A differenza di uno spazio virtuale o di una simulazione in realtà aumentata, la scena di Libralato non si sovrappone allo sguardo, ma lo accoglie. È fatta di peso, attrito, imperfezione; chiede al corpo dello spettatore di misurarsi con la scala, con la distanza, con il tempo della percezione. In questa presenza fisica risiede una qualità dell’esperienza che nessuna tecnologia immersiva può replicare del tutto: la scena non è un ambiente da attraversare con un dispositivo, ma un mondo che esiste realmente, qui e ora, e che proprio per questo rende l’illusione più potente, più credibile, più memorabile.
Paolino Libralato nasce a Noale, Venezia, nel 1958. Nel 1978 si diploma decorazione pittorica all’Istituto Statale d’Arte di Venezia e dal 1981 frequenta il corso di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti, diplomandosi in Scenografia nel 1984. Nel 1982 entrando come allievo in un laboratorio di scenografia, apprende, del Maestro Gianni Bellini e dal Prof. Ranchetti “Scenografi Scaligeri” le prime tecniche pittoriche/scenografiche. La collaborazione con questo importante laboratorio proseguirà negli anni successivi al diploma, sino al 1988. Dall’88 al ’90, presenta la propria opera come libero professionista “scenografo/pittore”, in diversi atelier a Treviso, Trieste, Verona, Novi Ligure, Firenze, Roma. Forte delle esperienze e delle competenze acquisite, nel 1990 apre la sua “Bottega” a Treviso. Tecnica e sensibilità artistica lo portano subito a realizzare scenografie, per teatri Italiani e Internazionali, dando un nuovo valore al “fare pittura di scena”. A riconoscimento dell’eccellenza e della maestria del lavoro svolto, nel 2016 gli viene riconosciuto, dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte , tra i migliori Maestri d’Arte Italiani, riconoscimento condiviso con i Maestri Dante Ferretti, Franca Squarciapino e Angelo Sala. Negli anni ha collaborato con teatri e istituzioni di prestigio internazionale come la Scala di Milano, il New National Theatre di Tokyo e l’Opéra di Parigi lavorando con i registi e più grandi scenografi al mondo come Bob Wilson, Luisa Spinatelli, Beni Montresor o Jérôme Savary
L'AUTORE
Simone Azzoni
Simone Azzoni (Asola 1972), si è laureato nel 1996 in Lettere Moderne e Filosofia presso l’Università degli Studi di Trento, con un indirizzo Storico-Artistico focalizzato su Museografia, Critica d’Arte e Storia del Teatro. Ha iniziato il suo percorso nel 1988 quando era assistente curatoriale del Maestro Colalucci durante il restauro della Cappella Sistina. È critico d’arte ed è stato docente di Fenomenologia dell’arte contemporanea presso l’Università Pontificia IUSVE (dal 2012 al 2025). Dal 2026 è docente di Cultura della Comunicazione Visiva sempre presso lo IUSVE. Da ottobre 2023 è docente di Estetica delle arti visive presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia (Brescia). Insegna inoltre Lettura critica dell’immagine e Storia dell’Arte presso l’Istituto di Design Palladio di Verona (dal 2005). Nel 2021 è docente di Storia della grafica all’interno del Master Editoria Giornalismo – Management Culturale presso l’Università degli Studi di Verona. Si interessa di Net Art e New Media Art e Consigli di marketing artistico. Ha curato numerose mostre in luoghi non convenzionali in Italia e all’estero. È critico teatrale per riviste e quotidiani nazionali. È autore di seminari di Lettura critica dello spettacolo presso l’Università di Verona ed autore di testi teatrali rappresentati in tutto il mondo. Organizza rassegne teatrali di ricerca e sperimentazione con La Fondazione Teatro Nuovo di Verona e dal 2012 è co-direttore artistico di Theatre Art Verona. È Creatore, Direttore Artistico e Curatore di Grenze – Arsenali Fotografici , direttore artistico dello spazio multidisciplinare Il Meccanico. Tra le pubblicazioni recenti, per la casa editrice Universitaria è uscito Frame – Videoarte e dintorni, per Mimemis Smagliature e nel 2021 Teatro e fotografia. Conversazioni con Enrico Fedrigoli, per LazyDog Lo sguardo della gallina, nel 2024 Wim Wenders: 1964-1984 (di Wim Wenders e Simone Azzoni), nel 2025 Vida detenida (di Pedro Almodóvar e Simone Azzoni), entrambi i cataloghi delle omonime mostre da lui curate a Verona. Del 2026 l’uscita di WinterGames! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, catalogo della mostra da lui curata presso il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, edito da Silvana Editoriale.
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