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Primo piano

Lo Spirito del Teatro n.98

Incanti
Tre testi di teatro per ragazzi ad uso dei grandi

Valerio Valoriani
Euro 18.00
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Lo Spirito del Teatro n.97

L'eccidio
Oratorio a tre voci

Riccardo Cardellicchio
Euro 10.00
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Altre Visioni n.147

Il teatro è un giardino incantato dove non si muore mai
Intorno alla drammaturgia di Franco Scaldati

a cura di Valentina Valentini
Euro 16.00
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Lo Spirito del Teatro n.96

Una vita straordinaria
Il teatro di Riccardo Goretti dal 2011 al 2018

Riccardo Goretti
Euro 15.00
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Lo Spirito del Teatro n.95

Monologhi

Chiara Guarducci
Euro 12.00
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Altre Visioni n.146

Teatro in alta sicurezza

Mimmo Sorrentino
Euro 15.00
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Lo Spirito del Teatro n.94

Dopo Salò
una trilogia teatrale sull’Italia dalla caduta di Mussolini all’avvento di Berlusconi

Gianfranco Pedullà
Massimo Sgorbani
Euro 18.00
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Altre Visioni n.145

Scenari del terzo millennio
L’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro

a cura di Cristina Valenti
Euro 18.00
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Altre Visioni n.144

La tentazione del Sud
Viaggio nel teatro di Leo e Perla da Roma a Marigliano

Angelo Vassalli
Euro 22.00
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Altre Visioni n.143

L’acrobata dello spirito
I quaderni inediti di Orazio Costa

Laura Piazza
Euro 20.00
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Fuori Collana n.0

Il teatro in fotografia
L’immagine della prima attrice italiana fra Otto e Novecento

Marianna Zannoni
Euro 18.00
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Mostre

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Tramonto (e risurrezione) del grande attore
a cura di Andrea Mancini

1929-2009, un compleanno, ottant'anni dall'uscita (per Mondadori, Milano) del Tramonto del grande attore di Silvio d'Amico, il più grande critico e organizzatore di cultura teatrale del Novecento”; un libro per tanti versi eccezionale, che conserva ancora motivi di interesse e che fu ripubblicato nel 1985 (La casa Usher, Firenze), con l'intensa presentazione di Luigi Squarzina completato da una mia nota storica. Squarzina esordiva, lui che l'aveva conosciuto e per anni era stato al suo fianco, prima come allievo poi come collaboratore, con un “mi piacerebbe poterlo intervistare”, chiedendogli se “scriverebbe oggi quello che scriveva allora?” e poi che cosa di buono hanno portato le tesi del Tramonto “e la loro messa in pratica
ad opera sua e di coloro che in tutto o in parte si sono definiti suoi allievi?”. Ma quali erano queste tesi? Erano quelle di una profonda crisi del teatro italiano e il tentativo di trovare le ricette per curarlo. D'Amico non vedeva in modo positivo il “tramonto del grande attore”, forse ne prendeva semplicemente atto e cercava di indicare alcuni rimedi, sebbene da più parti, anche in occasioni di polemiche assai aspre, gli si attribuisse esattamente l'opinione opposta. D'Amico guardava al presente e al passato, con una sorta di strabismo critico, e con lo stesso sguardo vedeva anche al futuro: la sua visione analitica non poteva non proporre, anzi meglio realizzare. “Non è possibile isolare uno dall'altro - nota ancora Squarzina - quelli che lui stesso indicherebbe come i suoi tre gesti più efficacemente fondanti” cioè l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, con la sua scuola di regia (1935);la Storia del Teatro Drammatico (1939-40), nella quale d'Amico superava l'elencazione dei testi per cominciare a scrivere proprio la storia dei modi di rappresentare; e poi l'Enciclopedia (progettata a partire dal 1944), su tutte le arti e tecniche dello spettacolo.
Tramonto (e risurrezione) del grande attore vorrebbe, verso l'esposizione di materiali di grande interesse, indicare un percorso di forte valore storico, dove ad un'idea di decadenza si sostituisce, ancora per volontà di d'Amico, una vera e propria rinascita. Nella sala d'ingresso della Casa dei Teatri sono esposte una serie di foto dei grandi attori, tra gli anni '30 e '40: Sergio Tofano, Ruggero Ruggeri, Antonio Gandusio, i De Filippo, Elsa Merlini, Angelo Musco, Renzo Ricci, la Borboni, Luigi Cimara, Wanda Osiris, Gino Cervi, Rina Morelli, Irma ed Emma Grammatica, Paolo Stoppa, Wanda Capodaglio e altri ancora, in una serie di scatti praticamente inediti, provenienti dall'Archivio dell'Istituto Luce di Roma.
Nelle sale seguenti, altre grandi riproduzioni riguardano invece il cosiddetto “Teatro per il Popolo”, che ebbe una serie di importanti rappresentazioni soprattutto in teatri all'aperto costruiti in ogni parte d'Italia, da Siracusa, a Firenze e Roma, con regie anche di grandi mettéur en scene stranieri, come Jacques Copeau, Max Reinhardt, Tatiana Pavlova.
Il percorso storico viene completato da una sezione di libri, riviste, documenti e fotografie dedicata alla vita e al lavoro di Silvio d'Amico. Alla fine dell'esposizione, una sala della Casa dei Teatri è dedicata invece all'inizio della risurrezione, a quell'11 febbraio 1943, quando una serie di allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica dette vita al Teatro Argentina di Roma all'Opera dello Straccione di John Gay (con una ben presente, anche se non citata, riscrittura di Bertolt Brecht). Si trattò di uno straordinario saggio di regia, diretto da Vito Pandolfi, con il giovanissimo Vittorio Gassman come protagonista e con Tramonto (e risurrezione) del grande attore le bellissime scene di Toti Scialoja, presente in mostra, grazie alla “Fondazione Toti Scialoja”, con un materiale eccezionale, fatto di bozzetti su carta ma anche di oli su tela, bozzetti d'eccezione di notevole interesse storico e artistico, dedicati allo spettacolo.
Sull'Opera dello Straccione, Vittorio Gassman, che ne era il giovanissimo protagonista, scrisse, insieme a Luciano Salce (anche lui attore nello spettacolo, insieme, a Squarzina e altri ancora) una nota nel romanzo inedito, L'educazione teatrale. Lo spettacolo è descritto come costruito “in una babelica confusione di gusti e teorie, di sacro e di laico. V'erano canzoni, danze antiche e musiche scozzesi - ma dopo un trattamento diatonale - tanghi e cake-walks del dopoguerra francese, il gusto preciso dell'espressionismo tedesco e del balletto russo, versi di Apollinaire e la retorica dell'apache e dei basfonds, l'umorismo era macabro e surreale, la tragedia alternata all'operetta, duelli pirateschi terrificanti risolti con una risata, tutto in chiave sorpresa-ritmopantomimacolpo di scena-imprevedibilità e spirito di contraddizione
(…) Fu una vittoria di squadra, la prima cumulativa, al punto che lo squallore seguito a quella densissima nottata, conclusasi con una storica sbronza a casa del pittore Toti Scialoja, apparve naturale spossatezza dopo uno sforzo di considerevole portata.”

Tramonto (e risurrezione) del grande attore
Scatti dalla mostra

Immagine dalla mostra Immagine dalla mostra Immagine dalla mostra