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Primo piano

Altre Visioni n.147

Il teatro è un giardino incantato dove non si muore mai
Intorno alla drammaturgia di Franco Scaldati

a cura di Valentina Valentini
Euro 16.00
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Lo Spirito del Teatro n.96

Una vita straordinaria
Il teatro di Riccardo Goretti dal 2011 al 2018

Riccardo Goretti
Euro 15.00
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Lo Spirito del Teatro n.95

Monologhi

Chiara Guarducci
Euro 12.00
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Altre Visioni n.146

Teatro in alta sicurezza

Mimmo Sorrentino
Euro 15.00
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Lo Spirito del Teatro n.94

Dopo Salò
una trilogia teatrale sull’Italia dalla caduta di Mussolini all’avvento di Berlusconi

Gianfranco Pedullà
Massimo Sgorbani
Euro 18.00
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Altre Visioni n.145

Scenari del terzo millennio
L’osservatorio del Premio Scenario sul giovane teatro

a cura di Cristina Valenti
Euro 18.00
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Altre Visioni n.144

La tentazione del Sud
Viaggio nel teatro di Leo e Perla da Roma a Marigliano

Angelo Vassalli
Euro 22.00
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Altre Visioni n.143

L’acrobata dello spirito
I quaderni inediti di Orazio Costa

Laura Piazza
Euro 20.00
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Fuori Collana n.0

Il teatro in fotografia
L’immagine della prima attrice italiana fra Otto e Novecento

Marianna Zannoni
Euro 18.00
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Strade Blu n.10

Quanto dista il teatro?
Un’indagine sociopoetica tra spettatori e non spettatori a Parma

a cura di Roberta Gandolfi
Euro 16.00
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Lo Spirito del Teatro n.93

Altre scene
Copioni del terzo millennio

Paolo Puppa
Euro 15.00
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Mostre

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Il paesaggio del cinema
a cura di Andrea Mancini
Lorenzo Cuccu


La mostra comprende circa 150 fotografie di scena, in massima parte opera di Umberto Montiroli, 19 fra manifesti, fotobuste e locandine, tra cui quella di "Kaos" disegnata da Renato Guttuso, diversi bozzetti dello scenografo Andrea Crisanti, elementi della scenografia del film "Good Morning Babilonia!" e alcune testimonianze audiovisive.
Il nucleo centrale del percorso espositivo è costituito dalle fotografie di scena dell´ultimo film realizzato dai fratelli Taviani, "La masseria delle allodole", liberamente ispirato all´omonimo romanzo di Antonia Arslan, che ha per argomento il genocidio della popolazione armena tra 1915 e 1916 e in particolare la lunga marcia verso il deserto e la morte delle donne armene e dei loro figli. A partire da questo nucleo si sviluppa la successione delle immagini che riproducono i momenti più significativi e artisticamente alti di tutta l’opera dei due registi toscani: il senso della composizione, la capacità di fissare le situazioni drammatiche attraverso immagini icastiche (corpi, frammenti, disposizioni simboliche ricorrenti) e soprattutto il senso del paesaggio, vera e propria dominante visiva in tutto il loro cinema, capace di rappresentare il rapporto dell´uomo con la natura, vista a volte come dispensatrice di ricchezza e di bellezza, a volte come entità ostile, matrigna, ingannatrice, portatrice di fatica vana, dolore e morte.
La mostra potrebbe essere allargata a partire da altro materiale realizzato da Umberto Montiroli sui set siciliani (pubblicato nel libro La Sicilia di Pirandello nel cinema di Paolo e Vottorio Taviani)

LA MOSTRA

L’esposizione
1. La mostra si compone di 100 pannelli fotografici di grandi dimensioni (70 x 100 cm e 35 x 50 e altre misure, più grandi e più piccole) riproducenti ingrandimenti di fotografie di scena dei vari film di Paolo e Vittorio Taviani. Le fotografie, a colori e in B/N sono di Umberto Montiroli, fotografo di scena degli artisti sanminiatesi. Oltre alle foto saranno esposti grandi oggetti di scena originali dai set di film (Good Morning Babilonia).

Dettaglio

- 57 foto dimensione 100 X 70
- un DVD di foto
- Quattro leoni in gesso dimensione 120 x 65 x40 (Good Morning Babilonia)
- Scenografia (Dio Babilonese) dimensione 2 metri per 4 metri circa (Good Morning Babilonia)
- Sei pannelli didascalici dimensione 70 X 50
- Due foto in forex dimensione 140 X 100 (il sole anche di notte)
- 30 foto su forex La masseria delle allodole 50 x 70
- 4 foto La masseria 100 x 70
- 30 quadri con materiali originali relativi a vari altri film dei Taviani (pagine di provini, foto in medio formato, bozzetti scenografici, progetti architettonici dei set, ecc.)
- 4 copioni originali
- 19 manifesti dei film in vari formati, da 2 m x 1 m a m 0,50 x 0,70


PAOLO E VITTORIO TAVIANI


I fratelli Taviani sono nati a San Miniato, in provincia di Pisa: il 20 settembre 1929 Vittorio, l’8 novembre 1931 Paolo. Da ragazzi ricevono un’educazione musicale che avrà profonde influenze sul loro lavoro successivo. Il primo contatto con il cinema avviene invece quasi per caso, in un cinema pisano, assistendo alla proiezione di “Paisà” di Roberto Rossellini.
In un cineclub di Pisa conoscono, poi, Valentino Orsini. Con lui i Taviani iniziano una lunga collaborazione che durerà fino al 1963, dando luogo ad un vero e proprio collettivo di lavoro, nel quale, per loro stessa ammissione, è praticamente impossibile scindere i singoli apporti individuali. Nel 1954 realizzano insieme ad Orsini e con la collaborazione di Zavattini il loro primo documentario, “San Miniato luglio ’44”.
Trasferitisi a Roma, si dedicano totalmente al cinema, passando spesso momenti difficili. Alternano l’attività di aiuto regista con quella di sceneggiatori e con quella documentaristica. Tra il 1955 e il 1960, realizzano con Orsini alcuni documentari: desideri di film più che documentari veri e propri. Infatti, molti dei temi in essi affrontati torneranno nei film successivi. In questo periodo si situa anche l’incontro con Joris Ivens per la realizzazione del programma televisivo “L’Italia non è un paese povero”.
Nel 1962, grazie soprattutto a Giuliani De Negri che diventerà il produttore di tutte le loro opere, riescono a girare il loro primo lungometraggio: “Un uomo da bruciare”. E’ l’inizio di una lunga carriera: negli anni successivi, fino ai giorni nostri usciranno “Fuorilegge del matrimonio” (1965), “I sovversivi” (1967), “Sotto il segno dello scorpione” (1969), “San Michele aveva un gallo” (1971), “Allonsanfan” (1974), “Padre padrone” (1977, Palma d’oro a Cannes), “Il prato” (1979), “La notte di San Lorenzo” (1982), “Kaos” (1984), “Good morning Babilonia” (1987), “Il sole anche di notte” (1990), “Fiorile” (1993), “Le affinità elettive” (1996), “Luisa Sanfelice” (2004), La masseria delle allodole (2006).


Il paesaggio del cinema
Scatti dalla mostra sui Fratelli Taviani

La mostra allestita (Pisa) I due registi sul set de "La masseria delle allodole" Scatto da "La masseria delle allodole"